Homo Digitalis

Anno: 2016/2017

Tecnica: Hardware ricoperto di ruggine vera racchiusi in Teche di plexiglass

Queste opere sono una ripresa, dopo due anni, del tema Archeologia Moderna. L'uso del plexiglass è una evoluzione naturale del concetto di reperto; l'opera cresce, si raffina e mette l'abito migliore anche se rimane il contrasto con l'interno ferruginoso e arrugginito. Rimane anche la sottile ironia dell'immedesimarsi nell'uomo del futuro che conserva le vestigia del suo passato, che è il nostro presente; rimane forte la contrapposizione tra bello e brutto, nuovo e vecchio, lucido e ruvido quindi tra virtuoso e immorale, difatti credo di aver bene rappresentato con queste opere il dualismo che c'è in internet e nei suoi media: se da un lato danno la possibilità di migliorare la qualità della vita, del lavoro e del divertimento, data l'estrema facilità di accedere a risorse illimitate, dall'altro espongono a ogni tipo di pericolo... nascosto dietro uno schermo infatti l'homo digitalis mostra la sua faccia peggiore, del tutto privo di moralità.